martedì 12 aprile 2011

LE METEORE DEL PONTE


PALPITAR LA NEO REALTA’

Quale stramberia è mai scaturita da una mente tanto ottenebrata dal fragore dell’assenza, o invisibile demenza, mozzando gli stimoli salutari d’interconnessione ai lumi astrali, ineffabile propensione al lutto di evasione?

Quale impulso intriso di viscosissima e luminosissima genialità è mai dipartito da un vertiginoso zigzagare che afono risale per risvegliare l’impeto magistrale al rinnovamento nella germinazione del mai generato universale?

Note bivalenti ne sottendono l’ordito, ma accingiamoci ora all’arte dello sperimentare, mettendo a strenua prova l’assurdo mai intentato esemplare dei nuovi tempi patrocinati dal Creato.

Ma allora come aprire le danze evitando che i fremiti e gli scossoni per l’attesa dell’ignoto a forconi logorino nell’azione il naturale moto, svilendo e amputando dello spirito il foco?

L’Universo però fa di semplicità virtù, nessuna complessa regola, né cervellotico passepartout, quindi sintonizzandoci sul nostro accorato palpito, emettiamo lo scenario tanto anelato, in piena creatività e amore del rinnovamento fruttuoso e grato, e la neo alba farà immediato capolino, donando a ognuno il deseato mattino.


domenica 27 marzo 2011

AMORE INCONDIZIONATO PER L’INTERO CREATO

Calati per sperimentare la dualità, eremiti dei tempi, vivemmo in disunità con noi stessi e tutto il Creato, deponendo la livrea divina e l’onniscienza, nella solidale creanza che la realtà non fosse altro che ciò che ogni dì si palesava con ovvietà.

Tuttavia “l’amargura” che d’epoca in epoca l’animo attanagliava, sempre più cupo il vivere faceva, e dell’asperità di opposizione e contesa si beava, macchinando dietro le quinte una venefica pozione mesciuta a ignavia: l’oblio nell’illusoria chimera dell’essere transitorio e non vibrazionalmente ancorato all’eternità pura.

Il lume del conoscere certo non mancava, ma incompleto sempre era, e stentoreo trapelava tra le trame incerte che come spiraleggianti piume nell’aire a rivoli ricadevano, sospingendo lo spirito inerte nel corridoio tetro e onnubilante dell’assenza d’essenza.

Calpestammo i costrutti della matrice, ignorandone l’elemento primo, l’energia, e i regni tanto imbevuti di spumeggiante vitalità e inenarrabile beltà, il minerale, il vegetale, l’animale, l’aldilà.

Ma l’ora del risveglio è ormai giunta, riabbracciamo la nostra divinità, e aspergiamo l’intero pianeta di amore incondizionato, collante inesauribilmente generoso del Creato.
UNO, NESSUNO E CENTOMILA: CHE AVANZI LA NOSTRA MULTIDIMENSIONALITA’

O perbacco, che emozione, riscoprirmi non sol di una pasta, ma di un’infinità ideato, per un singolare arricchimento del Creato!

Allor per puro scetticismo o innegabile paura, mi rinchiudo a guscio, credendo che a scatafascio la mia mente possa peregrinare, perdendomi in un’oscura sciarada di combinazioni senza onore: che vituperabile elucubrare!

Ma poi il respiro si fa leggero, un bagliore illumina l’essere mio per intero: è question di prospettiva, di innata creatività attiva nel trapassar del tempo effimero. Che birbantesco abbaglio nell’intruglio di una matrice che ovunque ha ramificata radice; ma ora mi ridesto e in un baleno son pronto al rivelatorio innesto.

Rimirando la mia ingegnosa scorza ne approfondisco i geometrici contorni in forza, ed ecco dipanarsi nell’iride degli occhi miei filamenti di puro nettare degli dei, i campi flegrei dell’illuminazione, infinite distese sì arrise dalla comun ragione, eppure esistenti come spazialità di sconfinato potenziale dove mondi stratificati ospitano una babele di noi stessi in sperimentazione d’autore.

Una fisarmonica di io unificati in un sol Dio che come dono permanente ha manifestato nell’istante multidimensionalità di succoso nettare grondanti: l’energia vibrante nel vuoto dove uno nessuno e centomila è sempre presente e non ha loco.

martedì 22 febbraio 2011

BIDIBI BODIBI BU DELLA MAGIA FANNE VIRTU'

Se la scintilla in te è scoccata, come una freccia dalla acuminata punta alata, diretta al di là dell’orizzonte cosciente, in un universo ove non la mente, ma la scienza del cuore, imbastisce la matrice del creare, dispiega allora le ali dello spirito, e come impavido esploratore testa i talenti del divin ardore, il manifestare con un semplice batter di mani esemplare.

Ad alcun parrebbe cosa assai amena, dilettarsi in un’arte per nulla coeva, d’un tempo narrato assai lontano, ove principi, re, giullari, regine e maghi e anche draghi convivevano nella comun credenza, immuni dal diniego e in ottemperanza della sol legge che li governava: il viver d’incanto.

Senza indugi allor, brandisci la bacchetta, reale o immaginaria qual tu la voglia, lascia sgorgare da te qualche formuletta d’azione, intonala a fede piena certo che tutto ciò che dimandi per il tuo e l’altrui bene otterrai, e voilà, a immediata manifestazione lo porterai.

Non c'è nulla che tu non possa fare, sei un divin mago, non lo dimenticare!

mercoledì 9 febbraio 2011

IL DI' E' UNA FIABESCA AVVENTURA

Quando di prim mattino ci leviamo intabarrati e a capo chino rivisitiamo imbronciati l’ininterrotto tapis roulant che monotonamente ripropone gli eventi diari in ordinata processione, pigiamo il tasto alt, e subito cominciamo a saltellare per smuovere ciò che dentro dobbiamo risvegliare.

Il movimento conturbante zittisce all’istante quel disco impertinente che ci vorrebbe sentinelle sull’attenti, senza animosità, né tantomeno creatività, a ripercorrere ignare attimo dopo attimo prive del propellente impellente che tutto fa luccicare: l’amore.

Allora per ben cominciare, dapprima rimiriamo il nostro involucro, quella simil tutina che la nostra magnifica forma accoglie, osserviamo le sue vivacizzanti movenze a un sol lampo di volontà, è una livrea regale, che solo si può guastare se ne dimentichi, commettendo l’errore magistrale, che vive per te e per te solo per lasciarti sperimentare il volo nella realtà duale. Aspergilo di benedicente liquido depurante ed elargiscigli abbandonante e salutare nutrimento: vedrai sarà un portento. Fatto?

Ora agiamo sull’umore: ancora addormentato, trastullandoti in un universo ovattato, oppure già arrabbiato, maledicendo la routine che di lì a poco ti travolgerà gettandoti imbestialito in un tramestio ribollito di nullità. Pss, questo è l’attimo per cambiare il tutto, la tua bacchetta magica sta nel sorriso che spontaneo e svolazzante risale superando le pene amene del tuo cuore ed esplode in un fragore.

Se poi il dì è soleggiato, al sortir fattene taumaturgico unguento per la pelle, che se ne abbevererà ricavandone estremo giovamento. Se il cielo è bigio e cupo, beh allora attingi dal tuo interior mondo i colori più vivaci e sgargianti che riuscirai a evocar, non ti accontentare, puoi sempre fare di più, sei un divin creatore, capace di squarciar ogni barriera e impavidamente manifestar ogni anelata chimera.

E con questi presupposti, nessun resisterti più potrà, sei magnificamente contagioso, solare, e radioso, non ti preoccupare, da qui in avanti ogni azione che farai sarà un tripudio di calici innalzati perché ora tu vivo sei.

Felice vita a te rinato!!!

sabato 29 gennaio 2011

ABBANDONIAMOCI ALL'ARGUTA ESSENZA

Sbocciamo senza sterili indugi nel presente immediato. Non siamo che timidi boccioli pronti a manifestare una potenzialità compressa per la sola gioia del divenire.

I nostri infiniti petali, le molteplici manifestazioni che ospitiamo, si schiudono a un semplice ilare cenno del nostro cuore, svettando ondeggianti e attraendo dall’etere microscopici batuffoli di energia aleggiante al servizio della vita.

Siamo magnificamente completi, superbe escrescenze di materia densa, ballonzolanti in ogniddove per abbracciare il compimento, la piena propulsione di forma che malandrina solletica la matrice sempiterna che imbeve ogni cosa.

Leviamo allora il tenue capino al sole, al propulsore primo, lasciandoci inondare da una sottile pioggerella d’etere e poi ritemprati dall’estasi, tinteggiamo il dì del fulgore della nostra essenza.

martedì 4 gennaio 2011


IMPREZIOSITE LA VOSTRA ESISTENZA


Audaci compagni velibondi (a voi trarne l’inconsueta traduzione), pronti a tuffarvi nella vostra immensità, sperimentando ogni ben di Dio?

Assaporarate proprio ora nell’eterno presente pulsante, la passionalità, la focosità, il perpetuo divenire nella perfezione dell’attimo, quella sensazione di pienezza che nulla può scalfire.

Dite sì a questo desiderio mendicato, abbracciate ora questo anelito implorante: voi siete vivi, vitali, inondati di energia pregna di manifestazione. Assecondate l’incessante richiamo dell’anima lasciandovi guidare dalla sua voce.

Al risveglio da un reame fatato, barcollate nell'invisibilità di un mondo a voi incomprensibile? Oppure sono i binari tracciati da altri ad imprigionarvi sebbene siano più confortanti e sicuri, e poi cosa mai potrà attendervi al di là di essi? La creatività di essere voi stessi nella vostra unicità, la meraviglia di scoprire quanto potenziale alberga in voi che può insaporire quella realtà da cui tanto rifuggite.

Allora, appena desti provate a ricreare la meraviglia che da bambini accompagnava ogni vostra scoperta, quella curiosità che vi balenava in viso quando vi accingevate a varcare un confine inesplorato. La percepite questa calzante sensazione esilarante?
Bene, mantenete questo meraviglioso stato di beatitudine quanto più potete, non sforzatevi, lasciate che tutto avvenga nella più totale naturalità.

State riconnettendovi all’essenza più gioiosa che recate dentro di voi: preparatevi perché sarà un diluvio di inattesa copiosità.

Scegliete con cura gli ingredienti essenziali per la vostra insuperabile ricetta di vita: un pizzico di semplicità mescolata a immediatezza e una spolverata di fantasia scottate con l'ardore del cuore, per volare sulle ali della gioia infinita.

Coltivate questo seme giorno per giorno e i frutti non tarderanno a manifestarsi...